Scrivo per gli amici, i conoscenti, e quanti manifestino interesse per le mie meditazioni. Racconto del mio rapporto con le ossessioni che mi danno vita: la musica, l’identità, l’alterità. Quelli che seguono sono progetti a cui lavoro da anni, che una volta ultimati diventeranno un oggetto, da tenere in mano e da leggersi rigorosamente in orizzontale, sfogliando le pagine con le dita.

Kéraules

Musico e mago. Sulla certezza di questa omologia ho provato a ricostruire la vicenda biografica del Paolo, padre di mio padre, imparentato con i kéraules della mitologia pagana. Un uomo di cui serbo un vago ricordo, e che ho ironicamente calato in una cornice di stralunato romanzo di formazione, lungo un percorso di sparizione e passaggio rituale.


Nach Norden

Qualcuno mi ha mandato un plico con dentro un Cd-Rom. Contiene le tracce di sola voce di un autore di canzoni confinato in una casa di cura, in Germania. Così, per il trentennale della riunificazione mi metto in macchina, in un viaggio che ripercorre i luoghi della memoria, sulle ali del mai interrotto amore verso la Germania e la lingua tedesca, con la radio sempre accesa, tra una canzone di Nena e una dei Modern Talking.


Citofonare Satana

Se la musica è anche e principalmente un solido mestiere, fatto di conoscenze, competenze e strumenti, e di una tecnica ben precisa che si tramanda nel tempo, i prodotti musicali, nella loro interazione con la sensibilità umana, si prestano a letture extra-tecniche che non riguardano soltanto il gesto coreutico ma investono l’essenza più profonda della personalità del musicista, il punto di crisi in cui il dilettante non è necessariamente un tecnico e non sa di essere, comunque e suo malgrado, un sacerdote, un officiante: in qualche misura un mago.

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