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Sepharad. L’altra storia del flamenco

Sepharad«Sepharad» è il termine usato nel Medioevo dagli esuli ebrei per indicare la Spagna. E «Sefardita» è l’aggettivo che già intorno al 70 d. C. designa i profughi ebrei emigrati in Spagna a seguito della distruzione del tempio di Gerusalemme per mano di Tito. L’influenza delle melodie sefardite sullo sviluppo del flamenco è plausibile non solo per la rilevanza della cultura ebraica in Andalusia, come si può rilevare in particolare in due tra le capitali per eccellenza del flamenco, Cadice e Córdoba, ma poiché l’adattamento della liturgia ai modi, generi e moduli melodici delle culture urbane arabe e ottomane rappresenta il principale fenomeno nella pratica esecutiva musicale ebraica. Un insieme di regole musicali che i suoi praticanti (ḥazzanim) avrebbero concettualizzato sotto il termine di «maqam» o «makam», a seconda della lezione, araba o turca.