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C’è tocco e toque

segoviaHa all’incirca sei anni il futuro marchese di Salobreña, Andrés Segovia Torres I, quando eredita la chitarra che fino a qualche anno prima è stata di Paco de Lucena, uno dei più noti chitarristi di flamenco di fine Ottocento. E secondo Angelo Gilardino, chitarrista, compositore e per cinque anni direttore artistico della Fundación Segovia di Linares, malgrado non sia ancora del tutto documentato, sembra ormai chiaro che, fin dalla più tenera infanzia, [Segovia] si preparava a diventare un chitarrista di flamenco.

Di fatto, dopo qualche lezione dal tocaor Agustinillo, il giovane Andrés si trasferisce a Granada, a perfezionare gli studi, passando i momenti liberi nei giardini dell’Alhambra, con lo sguardo rapito dalla città che diventerà la sua patria spirituale. Ma, proprio in una delle capitali dell’Andalusia, per il futuro divo della chitarra il rapporto con il flamenco assumerà ben presto i caratteri di un conflitto ambivalente, teso tra l’attrazione e il rifiuto.