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Principesse

flaubert erodiadeScritto a Parigi e presto approdato nei salotti letterari, l’Atta Troll di Heine riscuote un certo successo e suscita l’interesse del poeta parnassiano Théodore de Banville, che ad Erodiade dedicherà un sonetto della sua raccolta Princesses, e a Salomé il sonetto “La Danseuse”, contenuto nelle più tarde Rimes Dorées.2 Siamo negli anni Settanta dell’Ottocento, e frattanto anche Stéphane Mallarmé ha cominciato a lavorare ad un’idea su Erodiade. Il poema, avviato nel 1864 e continuamente interrotto, vorrebbe costituire l’inizio di un più ambizioso progetto, ma resterà incompiuto, e sopravviverà in tre frammenti soltanto: l’Ouverture ancienne, la Scene e il Cantigue de Saint Jean. L’Erodiade di Mallarmé è una donna angosciata, insofferente e incapace di vivere il mistero del corpo, un’algida epifania di Bellezza e Morte, sempre sull’orlo della crisi, che, mentre si osserva allo specchio, confessa alla nutrice tutto l’orrore di essere vergine.