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Madame Louise e il liuto

Basso. Bach. Louise GottschedTra gli intellettuali che intorno al 1740 frequentano a Lipsia il salotto di madame Louise Adelgunde Victorie Kulmus1 la rinnovata attenzione per il liuto è una sorta di ultimo grido, il culto vagamente snob di uno strumento a limitata diffusione, che non manca di virtuosi ma che, in linea generale, è destinato a scomparire a causa della numerosità delle corde – da dodici fino a venticinque – e della rapida decadenza del suono, fattori che lo rendono ormai poco competitivo verso la chitarra e il violino.

Ma se la decadenza del liuto è un processo in atto nel resto dell’Europa, così non è a Lipsia, storica culla di uno strumento che fin dal Cinquecento virtuosi come Johannes Rude, Esaias Reusner, David Kellner, Johann Friedrich Fasch, Ernst Gottlieb Baron ed Adam Falkenhagen hanno elevato a dignità di tradizione, assicurando al liuto la presenza regolare nei corsi della Thomasschule di cui Johann Sebastian Bach resterà il più grande Kantor.